UNA STORIA DI FILOSOFI E SELVAGGI

A story of philosophers and savages
UNA STORIA DI FILOSOFI E SELVAGGI
Kamran Mir Hazar
(tr. Giuseppe Napolitano)
Uno
Ti sei mai sentito strano?
Qualcosa di insolito accade sullo schermo:
un crepuscolo sfinito
un giorno sfinito.
Qualcuno si ricorda di te stanotte
nelle strade della capitale –
qualcuno si ricorda di te stanotte
vicino alla piazza
vicino alla stazione
nella stanza
vicino ai libri –
ti sei mai sentito strano?
La camera zuma sulla tua sedia vuota
– il regista è davvero infelice.
Due
 Infelice il regista
infelice il pubblico
– cosa stai facendo?
Guarda la mia terra addolorata –
l’odore forte delle ascelle del generale
– la legge sarà eseguita oggi
mentre stanno ansiosamente calibrando
                le loro armi
mentre la camera muove
                su una macchina da stampa abbandonata.
Tre
Alice nel paese delle meraviglie
Alice nel mio paese.
Alice vicino ad un ibisco in fiore 
nella mia città
                seduta a un tavolo di imbroglioni
mentre la luce giallognola
                si riversa sulle carte –
sotto la proiezione dell’ombra di un cactus
mentre uomini che vivono nel sogno
                di una donna triste
si battono a duello.
Questo è il mondo –
una storia interamente di filosofi e selvaggi.
Questo è il mondo
in una macchina da stampa abbandonata.
Una storia di guerrieri
                in qualche posto simile nel Texas
scommettendo di essere il solo
                a toccare una donna.
 Quattro 
Conosco il battito rapido del tuo cuore
a causa di un inno nazionale –
conosco il tuo dolore troppo dolore per amare
– ma trattieniti
quando le belve arrivano e vanno.
Non lanciare i tuoi cani su di me
– trattieniti.
I giorni se ne vanno uno dietro l’altro
senza dare la possibilità
                di nominarne qualcuno –
i giorni se ne vanno uno dietro l’altro.
L’amore da dovunque venga
                ti porta alla pazzia.
Ho scritto il tuo nome sopra le montagne
ho scritto il tuo nome
                vicino alla statua del Buddha di Baniyan
ho scritto il tuo nome sul mare Mediterraneo
– il tuo nome evapora
e la libertà si diffonde per il mondo.
Tu non sei finito nemmeno in Siberia
dove gli ammalati ti chiamano
                col vapore del loro respiro.
Cinque  
Questa poesia la dico per Alice –
la indirizzo così a lei per la prima volta
senza sapere quanto la mia Alice conosca
della storia di Nazim Hikmet
o sei ha mai letto lettere di Chaplin.
Quando Nazim si rivolge al suo amante
lui parla della rivoluzione
di spille e camicie
di bandiere rivoluzionarie.
La mia Alice deve aver letto le lettere di Chaplin
sin da quando conosce il fondo lacrimoso
di un uomo che fa ridere chiunque.
È strano Alice il nostro mondo – io
canto ancora elegie per quelli che sono amati.

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